Domenica e lunedì vi sarà il referendum sulla legge elettorale.
Saranno 3 i quesiti, 2 di questi riguardano il premio di maggioranza ed 1 le candidature multiple, se passa il referendum il premio di maggioranza in caso di vittoria va esclusivamente al primo partito, non alla coalzione come avviene oggi, questo vale sia alla camera che al senato; il terzo quesito invece chiede il divieto di candidarsi in più circoscrizioni, invece oggi ci si può candidare anche in tutte le circoscrizioni.
La cosa più grave comunque è che le preferenze rimangono in mano esclusivamente alle segreterie di partito, quindi rimane un parlamento di nominati.
Io tempo fa credevo che vi fosse pure la storia delle preferenze e aiutaì a raccogliere le firme, poi mi sono reso conto che non è assolutamente così, e quindi sono diventato uno strenuo oppositore.
Credo che sia giusto non andare alle urne per:
1. Verrebbe meno il diritto di molti cittadini alla rappresentanza.
2. Si creerebbe un insensato bipartitismo imperfetto, in quanto la tradizione politica italiana è molto più radicata che altrove.
3.Si rafforzerebbe Silvio Berlusconi, che controllerebbe l’Italia.
4. Si andrebbe incontro a quelle vecchie coalizioni Mastella/Turigliatto da una parte e Fiore/Della Vedova dall’altro, il che non è nulla di buono, anzi…
Quindi Domenica e Lunedì (come diceva Craxi a suo tempo) andate al mare, non abbiate la tentazione di avallare questo progetto Piduista
Referendum
Posted 7-Giu-07 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: Bipartitismo, Legge Truffa, P2, Referendum
Democratici, istruzioni per l’uso
Posted 7-Giu-07 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: Debora Serrachiani, Enrico Berlinguer, Europee, Noemi, Pd

Il 6 e 7 Giugno 2009 ci sono state le elezioni europee, negli altri paesi dell’Unione i dati sull’affluenza sono stati particolarmente bassi, segno di disaffezione verso un istituzione che sembra circondata da un alone di mistero.
In Italia queste consultazioni sono state prese come prova di forza tra Lega e Pdl per contendersi i governatori delle regioni “Padane” (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli ha votato nel 2007) e vi sono stati altri scontri: Pd-Idv per vedere chi fa meglio l’opposizione, Sl e Lca per vedere se la sinistra deve essere la sinistra moderna e plurale, oppure classista, ortodossa e fiera della sua diversità.
I veri problemi dei cittadini sono rimasti al palo, come ad esempio lavoro, famiglie, legalità ecc…, i giornali si sono occupati solo di Noemi, Veronica Lario, caso Mills, problemi del premier che poco interessano a persone che per arrivare alla fine del mese fanno i salti mortali tripli.
Almeno nel Pd una speranza è diventata realtà, l’elezione di Debora Serrachiani, avvocatessa romana residente ad Udine, la quale il 21 Marzo fece un intervento all’assemblea dei circoli che poi divenne un manifesto di molti militanti Pd, cioè la stanchezza di avere una classe dirigente che non è più al passo con i tempi.
Come lei in tanti comuni vi sono democratici che lavorano per il cambiamento amministrativo e il rilancio dei valori del centrosinistra, il quale progetto va attuato cercando persone nuove slegate da vecchie logiche.
Oggi è il 25°anniversario della morte di Enrico Berlinguer, su cui molte parole sono state spese
Il Mio Pantheon
Posted 12-Mar-12 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Come ogni persona anch’io ho un Pantheon dove ci metto le persone che mi hanno dato qualcosa al momento della mia formazione, siano essi politici, scrittori, uomini di spettacolo.
Enrico Berlinguer
Aldo Moro
Mario Rigoni Stern
Bruno Trentin
Robert Kennedy
Filippo Turati
Sandro Pertini
Olof Palme
GiovanBattista Montini
Don Lorenzo Milani
Piero Calamandrei
Giorgio La Pira
Il Video di Calamandrei è terribilmente d’attualità
Ripartiamo
Posted 7-Dic-07 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: Partito Democratico, Veltroni
è da molto che non scrivo più in questo blog, ma ora ho ritrovato la Verve perduta.
Penso che in questi mesi ci sia stata un indefinita serie di persone che hanno voluto far credere che il Pd è morto, invece Salva l’italia ha dimostrato che la base tanto vituperata esiste ancora.
Veltroni è vittima del sistema di potere che invece che aiutarlo a fare un partito solido nei principi e nei valori, in un momento di decadimento di tutti i baluardi sani della società e di crisi economica.
12 Ottobre
Posted 2-Ott-02 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: 12 Ottobre, 14 ottobre, Berlusconi, Pd, Politica Nuova

Oggi 12 Ottobre, è l’anniversario della scoperta dell’America che avvenne nel 1492 da parte del Genovese Cristoforo Colombo.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel giorno, in quel nuovo continente chiamato America, padrone ormai dei nostri destini, basti pensare alla crisi finanziaria che c’e ora e alle maggiori banche e fondi assicurativi americani.
In Italia c’e un presidente del consiglio che invece di pensare con preoccupazione ai problemi dei cittadini che formano questo stato, pensa di festeggiare il suo compleanno in una beauty farm o di andare con gentili donzelle a fare il “giovane” in discoteca, è un comportamento di una persona irresponsabile, vero e proprio modello da bullo (quello che la Gelmini vuole dire degli studenti), questo piccolo settantaduenne invece di pensare a raccomandare showgirl o fare conversazioni ammiccanti con ministri donna, dovrebbe pensare a quelle povere famiglie che non c’e la fanno più a campare per via dell’instabilità finanziaria e di speculatori che ci sono in giro, che non vedono l’ora che ci sia una crisi, per avventarsi sulle cose altrui, traendone alti benefici.
Questa è l’Italia, ha il presidente che si merita, l’hanno rivotato in tanti, sarebbe ora che quelli che l’hanno votato avessero un mutuo da 800 euro con un budget famigliare di 2000 euro e dover mantenere 2 figli, allora vedremo che questa gente cambierebbe idea, L’Italia si merita una persona migliore di berlusconi al Governo, non c’e dubbio.
Tra 2 giorni è l’anniversario di nascita del Partito Democratico, che fin ora ha fatto bene a livello locale, ma è stato disastroso a livello nazionale, Veltroni con la sua politica del andiamo da soli ha dato all’parlamento la maggioranza più a destra della storia della repubblica Italiana, ha fatto fuori i partiti di sinistra più o meno radicale come socialisti o comunisti, e non fa una minima opposizione seria sulle tematiche scellerate di questo governo, per me Veltroni dovrebbe dimettersi dopo le Europee se andiamo sotto il 30%, comunque ci vuole una politica nuova, non le solite faccie che erano nuove 30 anni fa, ma ora sono da museo delle cere vedi D’Alema, Fassino, Bersani, Follini, Veltroni Stesso, Bindi, Parisi ecc… .
Jorg Haider è morto
Posted 12-Ott-12 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: Austria, Bzo, Destra, Haider
All’una e trenta il leader della Bzo Jorg Haider, nei pressi di Klagenfurt fa un incidente d’auto in cui a riportato gravi ferite alla testa e al torace ed è deceduto poco dopo il ricovero in ospedale. Haider lascia una moglie e due figli.
Era un avversario politicamente parlando, su questo non ci piove, ma era un leader onesto a differenza della destra italiana, un signore che ha fatto fruttare le sue posizioni parlando alla gente e non ai burocrati, una destra che nelle ultime elezioni legislative aveva raggiunto quasi il 30% dei consensi.
Se ne va un grande dell’Europa, spero che anche i suoi avversari lo riconoscano.
Derby
Posted 7-Set-07 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: 365, Derby, Inter, Mattheaus, Milan, Van Basten

Aria di derby, la senti quando i media comiciano a bombardare Appiano Gentile di cavolate stratosferiche, quando il Milan sembra che abbia vinto tre scudetti in tre anni, ed invece è arrivato per 3 anni a meno 30 punti.
Il derby lo senti quando lo giocano giocatori come Zenga, J. Zanetti, Maldini, Baresi, Bergomi, Rivera, Mazzola, Mattheaus, Berti, Van Basten e Altobelli.
Ma lo senti anche quando giocano Ferron, Macellari, N’Gotty, Laursen, Sabato, Brocchi, Conçeicao, Scifo, Gourcuff, Mannari e Garlini.
Il derby dura 365 giorni all’anno, è una sfida continua, è una filosofia.
Forza Inter!!!!!
Metà di Settembre
Posted 11-Set-11 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: AirFrance, Dal Molin, Fini, Gelmini, Morti Bianche, Pd, Piano Fenice, Piccoli Uomini
Cari lettori e care lettrici, si è fermata per un pò la mia vena sarcastica e ironica nei confronti del potere e di quelle che io ritengo ingiustizie.
Sulla Gelmini posso dire che sono assolutamente favorevole al voto in condotta, perchè se una persona ha buoni voti ma si comporta male nei confronti della scuola o dei compagni merita punizioni; detto questo il maestro unico è un ritorno alla scuola che formava piccoli cittadini che dovrebbero essere diventati grandi (la definizione e la nascita del giovane è da attribuire alla rivolta del 1968).
Non vedo un urgenza per riformare la giustizia, vedo piuttosto un emergenza le morti bianche che sono la vera piaga del XXI secolo italiano, è una vergogna che ci sia gente che muoia nei campi facendo raccolta stagionale dei pomodori ecc….
Per quanto riguarda il Pd invece, noto finalmente un cambio di passo, fino ad ora questa opposizione sembrava un associazione consociativista con la maggioranza del parlamento.
Fini ha detto delle cose sacrosante ed esatte, però la sua base lo ha ripudiato dicendo “Fino ad ora ci avete insegnato ad essere di destra senza disprezzare i militari erranti del Rsi e ora caro Fini hai rivoltato la frittata a tuo uso e consumo”
Alitalia: Ritengo che l’offerta migliore fosse quella di AirFrance, perchè i debiti se li accollavano loro, mentre con il Piano Fenice i debiti sono degli italiani, mentre ai soliti capitalisti senza capitale ( o come direbbe Beppe Grillo con le pezze al culo) rilevano la parte sana, produttiva di uno dei più grandi baracconi statali, fatto salvo che alla fine l’Alitalia non deve fallire perchè 20.000 bocche da sfamare sono tante.
Dal Molin: Il Commisario Costa si è dimostrato il più fetente ancora una volta! Dalla sua bocca escono solo cosa senza senso e di cattivo gusto, vada nel Pdl insieme al suo amico Silvio!
Il vero sogno Americano
Posted 3-Ago-03 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: 2008, Mccain, Obama, Usa

Quando Barack Hussein Obama è salito in quel tempietto greco-romano eretto nello stadio di Denver per riprodurre l’ effetto visivo di Luther King davanti alle colonne del mausoleo di Lincoln nel «discorso del sogno», una processione invisibile di vivi e di morti, di martiri celebri e di vittime ignote, è salita con lui e dietro di lui. Ora che il Partito Democratico americano è finalmente tutto di questo allampanato «Leone» (il suo segno) alto 187 centimetri, che i clan dei Kennedy e dei Clinton che lo hanno dominato dal 1960 sono stati costretti a concedergli lo scettro che aveva vinto nelle primarie, alle 7 di sera ora delle Montagne Rocciose l’ impensabile è divenuto normale. Potrebbe essere, se eletto, un pessimo o un eccellente capo di stato, nessuno lo può mai predire. Ma la carovana America non tornerà più indietro. Questo «untermensch», questa sottospecie umana, come i nazisti e non soltanto i nazisti lo avrebbero chiamato, è il padrone politico, il leader ormai assoluto, almeno fino al 4 novembre elettorale, del più antico partito americano fondato nel 1792 da Thomas Jefferson, proprietario di schiavi e padre di «meticci» come Obama, avuti da schiave arrendevoli. Se è vero che antenati e antenate ci guardano da chissà dove, Jefferson ieri sera non doveva credere ai propri occhi. La favola delle Convention, che viene scambiata per uno show televisivo da chi non sa che la grande bambina America non è mai tanto seria come quando gioca, era finita mercoledì sera con il discorso di concessione fatta dal patriarca del partito, il vecchio e inimitabile Bill Clinton. Dopo che lady Hillary aveva rilasciato le proprie truppe riluttanti («No, Hillary, no» imploravano le «hillaristas») per consentire la vittoria per acclamazione di Obama e lord Bill aveva detto le frasi che la moglie non aveva avuto l’ autorità per dire: «Credete a me che l’ ho fatto per otto anni: quest’ uomo, Barak Obama, è pronto per essere Presidente e Comandante supremo», la transizione si era consumata. E gli anziani della tribù democratica avevano consegnato le chiavi del partito al figlio di un keniano, con un nome swahili e islamico, Barack e Hussein, colui che è buono e benedetto dal Signore. La sua ascesa nel tempietto di cartone è stata, più che l’ inizio di una storia nuova, la fine dell’ inizio. E’ stata la chiusura formale, se non ancora sostanziale, qui negli Usa, di un lungo e ignobile capitolo, la schiavitù di diritto e poi l’ apartheid di fatto e se il razzismo non si può mai estirpare, le sue manifestazioni pratiche possono essere stroncate. Con tutto il suo carisma, Obama non sarebbe mai salito dove si trovava senza secoli di sacrifici, di resistenze vinte, di uomini e donne illuminati, di cadaveri di bambine dilaniate, di politicanti opportunisti e incoerenti come quei segregazionsti democratici del Sud i cui figli hanno eletto a proprio leader oggi uno che i loro padri avrebbero volentieri impiccato ieri. Per questo Martin Luther King era un Repubblicano, nella sua Georgia, prima di convertirsi ai Democratici, con Kennedy nel 1960. Come lui stesso ha dovuto ricordare nel tempietto, Barack Obama si regge sulle spalle di chi ha reso possibile la sua scalata. Avremo due mesi, da oggi al 4 novembre, per analizzare i discorsi, piluccare idee e programmi da questi effluvi di chiacchiere che i candidati dei due partiti offrono, pronti a dimenticarli appena entrano nello Studio Ovale e scoprono, come disse proprio JFK, che il mondo è molto diverso da come se lo erano immaginato. Ma oggi, mentre il più antico partito dell’ Occidente si consegna, entusiasta e timoroso come neppure con Kennedy, a questo affascinante sconosciuto, si deve rammentare che ancora 40 anni or sono, quando Lyndon Johnson impose le leggi sui diritti civili, di fatto i neri non potevano votare a sud. Che i «dixiecrats», i boss bianchi in Alabama, Mississippi, Lousiana, Arkansas, Georgia, permettevano in pratica a un cittadino afro su 10 di votare, sottoponendo chi voleva iscriversi alle urne a domande di culturale generale sul tipo: «Quante bolle ci sono in una saponetta?». Si dovette aspettare il 1968, perché la Corte Suprema, quella che il futuro presidente, McCain od Obama, dovrà ridisegnare in senso reazionario o progressista, rimpiazzando almeno due giudici su nove troppo anziani o malati, mettesse al bando le leggi contro la «miscegenation», i matrimoni interraziali, per mantenere «la purezza della razza». Per permettere a Obama di pronunciare il suo discorso ieri sera a Denver, sono stati uccisi studenti ebrei che avevano osato appoggiare i diritti di voto dei neri, bambine dilaniate nelle chiese di Birmingham demolite con il tritolo, cittadini ostinati che avevano chiesto di iscriversi alle liste di voto e si trovavano per ricompensa la casa bruciata, mentre Obama nasceva, 47 anni or sono. Si capisce perciò perché la silhouette smilza del senatore candidato alla Casa Bianca, o la figura sontuosa e dolcemente aggressiva, da regina di Saba, della moglie Michelle facciano tanta paura a tanta gente e gli avversari repubblicani contino su questo impronunciabile e profondo terrore dell’ uomo (e della donna) neri, danzando sulle perifrasi, le allusioni e gli eufemismi. Lasciando a cagnetti da presa, surrogati, autori di pamphlet o di blog d’ assalto, il compito di dire le cose che il candidato repubblicano non potrà dire. Non è realmente questione di tasse o di sicurezza quella che deciderà il duello fra il «troppo nuovo» e il «troppo vecchio», le due eredità politiche estreme lasciate all’ America dal fallimento della presidenza Bush. Obama è uno scandalo della storia che può essere accettato o respinto con eguale e opposta violenza. Ma che incarna tutto ciò che ancora amiamo dell’ America e della sua meravigliosa capacità di scandalizzarci.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/08/29/una-pagina-di-storia.html
Il diavolo e l’acqua Santa
Posted 2-Ago-02 by macialbertoCategories: Senza Categoria
Tags: Berlusconi, Falcone, Mangano

In questi giorni il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi parla della riforma della giustizia.
Tira fuori come esempio Giovanni Falcone, lui che ebbe un mafioso come Mangano in casa propria e Marcello Dell’Utri come proprio amico personale.
Dovrebbe vergognarsi di infangare il nome di un eroe per le sue cialtronerie.
Berlusconi è come il diavolo che parla dell’acqua santa, ossia falcone.
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